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E' di questi giorni l'annuncio ufficiale del probabile inizio di una nuova campagna di Microsoft contro il mondo dell'Open Source. Secondo gli avvocati dell'azienda di Redmond, infatti, il kernel di Linux viola ben 42 dei propri brevetti software, 65 vengono invece violati dalla sua interfaccia, 45 dai prodotti derivati da Office, 15 dai software di gestione di posta elettronica e altri 68 da software di varia natura.

Evito di scendere nel dettaglio e giudicare l'attendibilita' di tali affermazioni, cio' che mi incuriosisce invece e' il metodo con cui Microsoft e' intenzionata a vincere la battaglia contro l'innegabile crescita di popolarita' dei software cosiddetti "Open" (Linux in testa), utilizzando strategie e cavilli legali invece di perseguire lo stesso obbiettivo continuando ad accrescere l'affidabilita' e la qualita' dei propri pacchetti software.

Windows contro Linux

Ma c'e' di piu'. Questa ennesima guerra fredda dimostra quanto mai l'interesse da parte di Microsoft nei confronti del software libero. Non si tratta quindi di accuse mirate a distruggere la piccola fetta di potere acquisita negli ultimi anni dal software Open, bensi' un tentativo di far delicatamente slittare dal proprio lato una parte dei suoi seguaci, facendo seguire alle intimidazioni proposte di patti e di accordi, come quello stipulato con Novell. E' infatti vero che se all'utente finale poco importa delle diatribe legali, le grandi aziende che supportano Linux hanno l'obbligo, soprattutto nei confronti dei propri investitori, di operare al 100% nella legalita'.
In poche parole, l'intento di Microsoft non e' certo quello di distruggere il software libero, bensi' renderlo proprio e lucrarci sopra.

Io sono molto affascinato dai fuochi artificiali che con regolarita' l'azienda creatrice di Windows fa esplodere nel mondo dell'informatica. Sembra quasi voler dimostrare di essere sempre viva, e non aver accusato degli sgambetti subiti negli ultimi anni da Google, Apple, Linux ed altri importanti realta'. Continua a difendere a spada tratta le proprie origini e le proprie idee che ad oggi sembrano un po' piu' controverse di un tempo, insistendo su politiche aggressive di marketing e commerciali sottovalutando forse le reali necessita' dei propri utenti.

Ma cio' che mi stupisce ancora di piu' e' il continuo incedere del software libero che vede in Linux il suo cavallo di battaglia. IBM, che molto deve a questo sistema operativo, addirittura sembra sbilanciarsi:

Immagine anteprima YouTube

Linux e' pronto. E il futuro e' Open. Sara' una previsione azzeccata? Chi lo sa.

Io da utente penso che non sia necessario cercare per forza un vincitore, e neppure combattere. C'e' spazio per tutti; per Microsoft, per Apple, per Linux per i programmi commerciali e per l'Open Source. Lasciamo decidere agli utenti cio' che e' meglio per loro stessi. O no?

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Questa volta devo ammettere di non essere partito troppo prevenuto nei confronti di una nuova versione del sistema operativo di Microsoft. Anzi, a dire il vero l'annuncio che Vista non fosse del tutto compatibile con i programmi che girano su vecchie versioni di Windows quasi mi ha reso felice, ed ho pensato si celasse dietro una sostanziale modifica del sistema di base e magari una definitiva correzione e abbandono di vecchio codice che la Microsoft si trascina ormai da anni.

Sfruttando quindi la possibilità di usare un bel seriale per la versione Business N, ho deciso di collegare il masterizzatore USB al mio Tablet PC (un IBM X41) e buttarmi emozionato su questo nuovo sistema operativo.

Windows Vista Tablet PC
C'e' da dire subito una cosa: se e' corretto il detto che i veri programmatori programmano in binario e' anche vero che tutti gli informatici degni di questo nome usano Linux e rinnegano,I veri programmatori programmano in binario a ragion veduta o per partito preso, ogni prodotto di Microsoft. Ammetto quindi con poca umilta' di essere anche io un po' di parte e preferire l'opensource, e piu' nello specifico la versatilita' di un'installazione Ubuntu ad una macchina con Windows; ma, ironia a parte, il Tablet PC non e' certo un test come tutti gli altri.

Indubbiamente la cosa che ho apprezzato maggiormente di Vista sul mio Tablet e' stato il riconoscimento della calligrafia. La "striscia gialla" che vedete nell'immagine qui sopra e' lo spazio su cui si scrive con la penna (stilo) e che permette di convertire la nostra calligrafia in testo, una caratteristica che gia' la versione Tablet di XP possedeva e che e' migliorata ulteriormente con Windows Vista. Le nuove modifiche hanno reso piu' godibile persino il lato estetico, sfumando i tratti della scritta quando la penna si stacca dallo schermo, donando quindi un effetto molto realistico alle nostre parole. Il riconoscimento e' impressionante, spesso neppure io riesco a capire cio' che scrivo, Vista ci riesce. Boh.

A prescindere quindi dalla gestione globale del computer, Vista si e' pero' rivelato non ancora del tutto pronto per essere sfruttato a fondo. I crash causati da alcune applicazioni che ho provato ad installare hanno rivelato, sotto la maschera semi-3D bella e colorata, ancora i vecchi tastoni tridimensionali di Windows 95. Inoltre, l'utilizzo massiccio dei registri e di file di log (la loro gestione e' decisamente migliorata!) ha indiscutibilmente incrementato l'utilizzo del disco fisso mantenendo quindi la lucina gialla del mio tablet sempre accesa causando un certo rallentamento del sistema indipendente dalle risorse hardware messe a disposizione.

Cosi', dopo circa un mesetto di utilizzo, mi e' venuta un po' di malinconia per Linux. Ho quindi gradualmente diminuito lo spazio disco dedicato a Windows (grazie al partizionatore interno) e creato un posticino per la mia distro Ubuntu pronta a subentrare con tutto il fascino di Beryl.

Ubuntu e Beryl
Niente da dire, gli effetti di Beryl rendono l'interfaccia di Linux decisamente piu' gradevole e divertente di quella di Vista. La quasi totalita' delle nuove caratteristiche del sistema operativo di Microsoft sono gia' presenti in Linux da tempo. Ma configurare la scheda Wireless e le caratteristiche Tablet sul pinguino non e' stata una cosa immediata cosi' come lo e' stata con il sistema dell'azienda di Redmond.

Sono arrivato quindi ad una conclusione piu' o meno gia' nota: Vista e' pur sempre Windows, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti e poche vere novita' molto ben pubblicizzate; mentre Linux rimane un sistema piu' difficile da gestire, molto piu' versatile ma sicuramente non adatto a tutti. Certo, una volta configurata bene la mia Ubuntu Box ha poco da invidiare a chiunque anche in termini di utilizzabilita' (sento pero' la malinconia di un buon metodo di riconoscimento della calligrafia), ma se dovessi suggerire ad un neofita quale dei due sistemi installare su un Tablet PC, beh.. allo stato attuale consiglierei sicuramente ancora XP Tablet Edition. :)

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