Archivio per il tag ‘Open Source’



E’ uscita oggi l’ultimissima versione della suite per l’ufficio open source piu’ famosa al mondo. Ecco in breve alcune novita’:

OpenOffice 2.3

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Eudora e Thunderbird

Pubblicato da Mic in Internet

Finalmente, a quasi un anno dall’annuncio ufficiale, è stata rilasciata la prima beta di Eudora, basato su Thunderbird!

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iPhone? Macche’..

Pubblicato da giuliastro in Senza categoria

A poche settimane dall'uscita del richiestissimo iPhone di Apple, la comunita' che lavora attorno all'N800 ha voluto dare un assaggino di quanto possano essere potenti passione e liberta' di sviluppo. Ecco quindi che un virtuoso Pythonista di nome Gustavo Barbieri ha mostrato in quanto poco tempo si possa ricreare la nota tastiera touch screen dell'iPhone all'interno dell'oggettino tuttofare di Nokia.

Immagine anteprima YouTube

Poco piu' di una settimana di Python ed Edje. Non male eh? Tutto cio' (e molto altro, di cui sicuramente parlero' nei prossimi giorni) senza neppure troppo clamore: l'iPhone e' sicuramente un ottimo dispositivo, ma l'agguerrita concorrenza di un manipolo di programmatori open source e' molto difficile da battere.

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Sono appena tornato da qualche giorno di ferie trascorso in Tunisia. Mare, sole e beach volley.
Onestamente da tanto tempo ormai non riesco piu' a partire senza qualche aggeggio tecnologico che mi permetta di portare con me parte del lavoro, contatti, internet ed email. Questa volta niente portatile, e neppure inutili cellulari tuttofare: sono partito con il mio nuovo Nokia N800.

Nokia N800

L'N800 non e' un palmare qualsiasi, e' piu' grosso, si utilizza impugnandolo lateralmente con le due mani, ed e' fatto apposta per essere usato con le dita, oltre che con il pennino/stylus classico, grazie al suo touch screen e alla definizione elevata dello schermo. Ma la cosa piu' incredibile e favolosa riguarda il sistema operativo: ebbene si', Linux.
Ma c'e' di piu': la distribuzione e' una derivata di Debian, con tanto di repository di ogni tipo per gli aggiornamenti.

Questo oggettino per me e' gia' diventato un indispensabile tuttofare con tanto di shell, browser internet, skype, webcam, bluetooth, wireless, pidgin, media center, software open, script python e chi piu' ne ha piu' ne metta.
E grazie all'instancabile comunita' open di Maemo il software e' sempre nuovo, aggiornato e customizzabile.

E' il mio nuovo piccolo tesoro..

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Sa circolando in questi giorni la notizia, (qui ripresa da Repubblica) secondo cui il Parlamento Italiano sarebbe in procinto di far migrare tutti (3500 circa) i propri pc/server/notebook a Linux. L'articolo di Repubblica parla di un risparmio annuo stimato in ben 3 milioni di euro, quindi circa 850 euro a computer.
E' chiaro che a sentir parlare di cifre simili venga spontaneo inneggiare al software libero, ma non e' tutto oro cio' che luccica:

Intanto si parla di migrazione. I 3500 computer infatti gia' esistono, sono gia' stati acquistati con regolare (si spera) licenza di Windows e Office. Le licenze di questi prodotti di Microsoft si pagano una tantum, quindi non annualmente (a meno di costose quanto spesso inutili politiche di software assuring). Questo significa che se gia' sono state acquistate, come si presume visto che le macchine sono attualmente in uso, il grosso della spesa e' gia' stato fatto. Passare quindi a Linux significa buttare via le licenze pre-esistenti (perlomeno quelle di Windows) oltre che spendere tempo e soldi per eseguire il passaggio di migrazione verso i nuovi sistemi.

In secondo luogo e' noto che la manutenzione di sistemi Linux sia piu' costosa rispetto a quella di sistemi Windows. Questo per svariati motivi che non elenco, accenno solo al fatto che spesso il supporto dato ai software open source non e' comparabile con quello ottenuto da analoghi prodotti commerciali. Se e' vero poi che l'eta' media dei nostri Parlamentari si aggira attorno ai 50 / 55 anni, sono curioso di quantificare la spesa dovuta al supporto tecnico nei confronti di un utente non piu' giovanissimo, abituato a premere il pulsantone "avvio" per cercare un programma o l'icona di "outlook" per la posta elettronica. Ora il nostro caro parlamentare medio 55enne non solo non trovera' piu' avvio e outlook, ma necessitera' di supporto persino per riuscire ad entrare sul proprio computer.

Per concludere, se il nostro Parlamento decide di abbandonare Windows e Office (pagati fior fior di quattrini) per installare e mantenere Linux sui propri computer, non risparmia di sicuro 3 milioni di euro l'anno. Perde infatti la stessa cifra in licenze gia' pagate che cestina, perde altri soldi soltanto per eseguire fisicamente tutta la migrazione, ne perde altri per insegnare ai propri utenti come utilizzare i nuovi programmi e ne perde ancora per eseguire la manutenzione periodica.
Ma di sicuro acquista popolarita' e sostenitori.

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