Archivio per la categoria ‘Opinioni’.



Il mio vecchio portatile! Si sta avvicinando il terribile momento del cambio computer!
Praticamente un trasloco.
Si passa almeno un weekend a installare tutto ciò che serve e a configurare ogni singola opzione, ottimizzata nel corso degli anni, come nel vecchio desktop/portatile.
Un’impresa titanica.
Però quando si deve fare… si fa. Continua »

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ASUS Eee PCOrmai se ne parla tantissimo in rete, la ASUS ha sicuramente rivoluzionato il mercato dei così detti sub-notebook.
E’ indubbio che questo prodotto si possa rivelare utile per studenti e ragazzi: se avessi dei figli in età da primo PC lo avrei sicuramente comprato, ma è indicato anche per un target “business”?

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Sa circolando in questi giorni la notizia, (qui ripresa da Repubblica) secondo cui il Parlamento Italiano sarebbe in procinto di far migrare tutti (3500 circa) i propri pc/server/notebook a Linux. L’articolo di Repubblica parla di un risparmio annuo stimato in ben 3 milioni di euro, quindi circa 850 euro a computer.
E’ chiaro che a sentir parlare di cifre simili venga spontaneo inneggiare al software libero, ma non e’ tutto oro cio’ che luccica:

Intanto si parla di migrazione. I 3500 computer infatti gia’ esistono, sono gia’ stati acquistati con regolare (si spera) licenza di Windows e Office. Le licenze di questi prodotti di Microsoft si pagano una tantum, quindi non annualmente (a meno di costose quanto spesso inutili politiche di software assuring). Questo significa che se gia’ sono state acquistate, come si presume visto che le macchine sono attualmente in uso, il grosso della spesa e’ gia’ stato fatto. Passare quindi a Linux significa buttare via le licenze pre-esistenti (perlomeno quelle di Windows) oltre che spendere tempo e soldi per eseguire il passaggio di migrazione verso i nuovi sistemi.

In secondo luogo e’ noto che la manutenzione di sistemi Linux sia piu’ costosa rispetto a quella di sistemi Windows. Questo per svariati motivi che non elenco, accenno solo al fatto che spesso il supporto dato ai software open source non e’ comparabile con quello ottenuto da analoghi prodotti commerciali. Se e’ vero poi che l’eta’ media dei nostri Parlamentari si aggira attorno ai 50 / 55 anni, sono curioso di quantificare la spesa dovuta al supporto tecnico nei confronti di un utente non piu’ giovanissimo, abituato a premere il pulsantone “avvio” per cercare un programma o l’icona di “outlook” per la posta elettronica. Ora il nostro caro parlamentare medio 55enne non solo non trovera’ piu’ avvio e outlook, ma necessitera’ di supporto persino per riuscire ad entrare sul proprio computer.

Per concludere, se il nostro Parlamento decide di abbandonare Windows e Office (pagati fior fior di quattrini) per installare e mantenere Linux sui propri computer, non risparmia di sicuro 3 milioni di euro l’anno. Perde infatti la stessa cifra in licenze gia’ pagate che cestina, perde altri soldi soltanto per eseguire fisicamente tutta la migrazione, ne perde altri per insegnare ai propri utenti come utilizzare i nuovi programmi e ne perde ancora per eseguire la manutenzione periodica.
Ma di sicuro acquista popolarita’ e sostenitori.

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Leggo su Darknet che 1.500 caselle email del Pentagono sono state disabilitate a causa di un attacco di hacker*. La novita’ non e’ certo il fatto che qualcuno provi a violare i sistemi di sicurezza del quartier generale del Dipartimento della Difesa Americano, bensì che questa notizia non sia stata mascherata o celata in qualche modo.

Pentagono

La ragione forse gravita proprio attorno alla candida dichiarazione del Segretario alla Difesa Robert M. Gates che ammette di non utilizzare mai le e-mail. Ma se non legge email e non chatta su internet, cosa diavolo fa un Segretario alla Difesa tutto il giorno? :)

*il termine adatto sarebbe cracker, ma l’articolo originale di computerworld parla di hacker, per cui e’ stato riportato quel termine.

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Il futuro e’.. Open?

Pubblicato da giuliastro in Opinioni

E' di questi giorni l'annuncio ufficiale del probabile inizio di una nuova campagna di Microsoft contro il mondo dell'Open Source. Secondo gli avvocati dell'azienda di Redmond, infatti, il kernel di Linux viola ben 42 dei propri brevetti software, 65 vengono invece violati dalla sua interfaccia, 45 dai prodotti derivati da Office, 15 dai software di gestione di posta elettronica e altri 68 da software di varia natura.

Evito di scendere nel dettaglio e giudicare l'attendibilita' di tali affermazioni, cio' che mi incuriosisce invece e' il metodo con cui Microsoft e' intenzionata a vincere la battaglia contro l'innegabile crescita di popolarita' dei software cosiddetti "Open" (Linux in testa), utilizzando strategie e cavilli legali invece di perseguire lo stesso obbiettivo continuando ad accrescere l'affidabilita' e la qualita' dei propri pacchetti software.

Windows contro Linux

Ma c'e' di piu'. Questa ennesima guerra fredda dimostra quanto mai l'interesse da parte di Microsoft nei confronti del software libero. Non si tratta quindi di accuse mirate a distruggere la piccola fetta di potere acquisita negli ultimi anni dal software Open, bensi' un tentativo di far delicatamente slittare dal proprio lato una parte dei suoi seguaci, facendo seguire alle intimidazioni proposte di patti e di accordi, come quello stipulato con Novell. E' infatti vero che se all'utente finale poco importa delle diatribe legali, le grandi aziende che supportano Linux hanno l'obbligo, soprattutto nei confronti dei propri investitori, di operare al 100% nella legalita'.
In poche parole, l'intento di Microsoft non e' certo quello di distruggere il software libero, bensi' renderlo proprio e lucrarci sopra.

Io sono molto affascinato dai fuochi artificiali che con regolarita' l'azienda creatrice di Windows fa esplodere nel mondo dell'informatica. Sembra quasi voler dimostrare di essere sempre viva, e non aver accusato degli sgambetti subiti negli ultimi anni da Google, Apple, Linux ed altri importanti realta'. Continua a difendere a spada tratta le proprie origini e le proprie idee che ad oggi sembrano un po' piu' controverse di un tempo, insistendo su politiche aggressive di marketing e commerciali sottovalutando forse le reali necessita' dei propri utenti.

Ma cio' che mi stupisce ancora di piu' e' il continuo incedere del software libero che vede in Linux il suo cavallo di battaglia. IBM, che molto deve a questo sistema operativo, addirittura sembra sbilanciarsi:

Immagine anteprima YouTube

Linux e' pronto. E il futuro e' Open. Sara' una previsione azzeccata? Chi lo sa.

Io da utente penso che non sia necessario cercare per forza un vincitore, e neppure combattere. C'e' spazio per tutti; per Microsoft, per Apple, per Linux per i programmi commerciali e per l'Open Source. Lasciamo decidere agli utenti cio' che e' meglio per loro stessi. O no?

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Google Doubleclick La notizia che Google ha acquisito Doubleclick (salvo problemi con l'antitrust?) ha scatenato molti commenti negativi.
La maggior parte dei commentatori si lamenta che Google stia sempre più perdendo la sua aura di azienda "Geek" e che si stia sempre più allontanando dal suo motto "Don't be evil".
Altri sogghignano, dichiarando che chi si stupisce è ingenuo perché loro lo avevano sempre detto! Google è una bestia nera!
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