Google ha rilasciato delle API per utilizzare in maniera molto semplice un proprio set di font all’interno delle pagine web. Un servizio che ho trovato sin da subito molto interessante e che ho provato al volo.

Il risultato sotto Linux è stato molto buono. I font sono renderizzati bene ed è veramente molto semplice utilizzarli all’interno di qualsiasi pagina web. Sotto Windows, dall’altro lato, il rendering è spesso terribile e il sistema inutilizzabile. Ecco comunque un esempio di utilizzo che ritengo accettabile:

“Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum.”


Ma cosa può aver spinto Google a mettere a disposizione un servizio di questo tipo? Cosa ci guadagna? Semplice: poter utilizzare font al di fuori di quelli standard fa in modo che i web designer evitino l’uso di testo scritto all’interno di immagini, il tutto a favore dell’indicizzazione sul motore di ricerca. In pratica quindi dare la possibilità ai web designer di utilizzare font alternativi permette a Google di indicizzare un maggior numero di contenuti.





Oppure leggi altri nostri articoli:


E' presente un commento all'articolo “Google Font API: a che pro?”

  1. da CioboMario, 21 maggio 2010 alle 11:08

    Ehy ti ringrazio della segnalazione ;O

Scrivi un commento