Sa circolando in questi giorni la notizia, (qui ripresa da Repubblica) secondo cui il Parlamento Italiano sarebbe in procinto di far migrare tutti (3500 circa) i propri pc/server/notebook a Linux. L’articolo di Repubblica parla di un risparmio annuo stimato in ben 3 milioni di euro, quindi circa 850 euro a computer.
E’ chiaro che a sentir parlare di cifre simili venga spontaneo inneggiare al software libero, ma non e’ tutto oro cio’ che luccica:

Intanto si parla di migrazione. I 3500 computer infatti gia’ esistono, sono gia’ stati acquistati con regolare (si spera) licenza di Windows e Office. Le licenze di questi prodotti di Microsoft si pagano una tantum, quindi non annualmente (a meno di costose quanto spesso inutili politiche di software assuring). Questo significa che se gia’ sono state acquistate, come si presume visto che le macchine sono attualmente in uso, il grosso della spesa e’ gia’ stato fatto. Passare quindi a Linux significa buttare via le licenze pre-esistenti (perlomeno quelle di Windows) oltre che spendere tempo e soldi per eseguire il passaggio di migrazione verso i nuovi sistemi.

In secondo luogo e’ noto che la manutenzione di sistemi Linux sia piu’ costosa rispetto a quella di sistemi Windows. Questo per svariati motivi che non elenco, accenno solo al fatto che spesso il supporto dato ai software open source non e’ comparabile con quello ottenuto da analoghi prodotti commerciali. Se e’ vero poi che l’eta’ media dei nostri Parlamentari si aggira attorno ai 50 / 55 anni, sono curioso di quantificare la spesa dovuta al supporto tecnico nei confronti di un utente non piu’ giovanissimo, abituato a premere il pulsantone “avvio” per cercare un programma o l’icona di “outlook” per la posta elettronica. Ora il nostro caro parlamentare medio 55enne non solo non trovera’ piu’ avvio e outlook, ma necessitera’ di supporto persino per riuscire ad entrare sul proprio computer.

Per concludere, se il nostro Parlamento decide di abbandonare Windows e Office (pagati fior fior di quattrini) per installare e mantenere Linux sui propri computer, non risparmia di sicuro 3 milioni di euro l’anno. Perde infatti la stessa cifra in licenze gia’ pagate che cestina, perde altri soldi soltanto per eseguire fisicamente tutta la migrazione, ne perde altri per insegnare ai propri utenti come utilizzare i nuovi programmi e ne perde ancora per eseguire la manutenzione periodica.
Ma di sicuro acquista popolarita’ e sostenitori.


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Sono presenti 33 commenti all'articolo “Il Parlamento Italiano passa a Linux per risparmiare. Ma siamo sicuri?”

  1. da Xavio, 14 July 2007 alle 17:11

    Sono d’accordo su questo, ma devi anche considerare il fatto che se adesso gli costa qualcosa, in futuro, comincerà a far risparmiare effettivamente un bel pò di soldini…

    Per quanto possa essere ritardato un 55enne con l’uso di un computer, dopo che per la 45 volta gli spiegano cosa fare, lo imparerà.

    Ciao

  2. da Fabio, 14 July 2007 alle 17:23

    Ciao! Un pensiero simile al tuo l’ho fatto anche io. Sicuramente gli attempati deputati non saranno di certo in grado di controllare linux come si faceva con windows.Ma dipende da cosa dovranno fare. Per leggere la posta, navigare in internet, leggere documenti word e pdf suse linux è semplice ESATTAMENTE quando Windows una volta configurato.
    Inoltre per quanto riguarda il costo delle licenze già pagate bisogna vedere che versione han in dotazione.Se il software è Win 98 con tutte le falle al seguito mi sembra un passo ragionevole buttare le licenze nel cestino e passar a linux.
    Inoltre considera il vantaggio in termini di sicurezza e stabilità in quanto le istituzioni avranno ora un sistema operativo completamente trasparente agli addetti che potranno assicurarsi della garanzia di riservatezza dell’istituzione italiana.:P

  3. da ercoppa, 14 July 2007 alle 17:24

    Da quanto avevo capito erano PC con windows 2000, che quindi presto o tardi andavano aggiornati sia come hardware sia come OS

  4. da asd, 14 July 2007 alle 17:35

    > In secondo luogo e’ noto che la manutenzione di sistemi Linux sia piu’ costosa rispetto a quella di sistemi Windows. Questo per svariati motivi che non elenco

    bla bla bla…

  5. da rik, 14 July 2007 alle 17:55

    tra l’altro a quanto mi pare di aver capito, non è che si farà una migrazione, ma si darà la possibilità a chi vuole di poter utilizzare linux

  6. da Matte, 14 July 2007 alle 18:10

    Le licenze attuali di questi computers sono per XP/Office 2003 o per sistemi più obsoleti,
    invece di passare a Vista+Office 2007 passano a
    Linux, ecco svelato l’arcano (e dove si risparmiano i soldoni, visto che da soli office + vista costano quasi tutti gli 850 euro)

  7. da Matte, 14 July 2007 alle 18:21

    Per quanto riguarda l’assistenza…. ogni 3-4 anni Windows ed Office passano alla nuova versione, col risultato che servono dai 650 agli 850 euro a computer per le licenze nuove….
    L’assistenza costa sicuramente di meno, si potrebbero permettere di assumere direttamente una
    20ina di esperti linux sempre a disposizione e spendono meno!
    (infatti 3500 /20 = 175 computer per esperto,
    per 850 = 148′750 euro, diviso 4 anni, cioè 48 mensilità = 3′098 euro al mese).
    In realtà per le loro ridotte esigente se ne assumono 4 o 5 e fanno una migrazione graduale sono già a posto…

  8. da yemmi, 14 July 2007 alle 19:04

    risaprmieranno soldi xke’ eviteranno di passare a vista e office 2007 e gia ho detto tutto …

    il bottoncino del menu e il client di posta ci stanno anche su linux, nn mi sembra che i parlamentari abbiano bisogno chesso di directx9 o 10 di giochi che vanno solo su windows o di autocad o di photoshop, non ci trovo nulla di complicato ad usare un s.o. per aprire posta, leggere documenti, guardare video, foto ascoltare musica etc.. percio’ smettiamola con ste bagiganate che linux e’ dififcile da usare, specialmente se se lo ritrovano gia preinstallato e preconfigurato nel pc, e’ decisamente + semplice che suare windows.

    la manutenzione di un sistema linux nn e’ piu difficile ne + costosa, basta assumere le persone giuste.
    ricordo che nn c’e’ neanche da sbattersi sul controllare e/o pulire ogni volta il sistema in presenza di spyware/malware e altri problemi di sicurezza assurdi che si possono avere in windows semplicemente usando un browser!

  9. da Matte, 14 July 2007 alle 19:08

    Tra parentesi visto che saranno postazioni tutte
    con lo stesso hardware (o almeno molte di esse
    avranno hw identico) direi che pure configurare
    linux saraà una bella sciocchezza:
    lo configuri su una macchina, poi zippi il contenuto di tutta la partizione e lo copi nella
    macchina accanto, voilà!

  10. da paolettopn, 14 July 2007 alle 20:14

    Ciao a tutti,

    ho letto tutti i vs. post precedenti e vi dico una cosa…

    …vorrei tanto essere quella/e ditta/e che si è garantita l’appalto per far migrare tutti gli elaboratori al sistema Open Source.

    Perchè? La palla va semre colta al primo balzo…

    Mi spiego subito:

    quanto costa 1 ora di 1 tecnico per controllare l’intero sistema degli elaboratori,rete, ecc. prima di iniziare la migrazione??

    Durante la migrazione, con cosa lavoreranno i nostri politici??

    quanto costa 1 ora di 1 tecnico per configurare il software di 1 PC??

    quanto costa 1 ora di 1 tecnico per configurare 1 pc al fine di continuare ad usare lo stesso hardware (leggi stampanti di rete, bluetooth, ecc.)??

    quanto costa 1 ora di 1 tecnico per aggiornare il dominio e/o la rete interna per essere utilizzata con il nuovo software??

    Siamo sicuri che ‘qualcuno’ non consiglierà di acquisire dell’hardware nuovo “perché quello usato NON E’ COMPATIBILE”?? Noi sappiamo che non è vero, ma un politico lo sa??

    Beh, non vado oltre….

    Pensateci e quando avrete un’idea di ogni singolo prezzo, moltiplicatelo per il numero dei PC…

    Non avremo risparmiato affatto, in quanto tutti i nostri politici NON si configurereranno individualmente il proprio pc, ma lo faranno fare
    a chi lo sa fare!!

    Molti di loro non hanno nemmeno l’idea di cosa sia una pen disk o un hd esterno…

    Meno male che hanno tanti “aiutanti” in ufficio, sicuramente uno di loro sarà in grado di installare Linux, o no?

    Non è mio desiderio spargere zizzania, ma… a conti fatti, quando tutto l’intero sistema sarà allineato,….

    … avremo risparmiato che cosa??

    Ah, le licenze W$ le useranno come spessore per non far traballare le scrivanie, no?

    Un saluto a tutti,

    Paolo.

  11. da Satchmo, 14 July 2007 alle 20:17

    Mi dispiace dirlo, ma a me questo post sa tanto del solito FUD (stile “get the facts”…). Non mi aspettavo di trovare roba del genere anche qui :(

  12. da iosononessuno, 14 July 2007 alle 20:31

    “‘ noto che la manutenzione di sistemi Linux sia piu’ costosa rispetto a quella di sistemi Windows”

    basta questa frase, che per fortuna ho colto all’inzio per spiegare che non ne vale la pena di perdere tempo a leggere ciò che scrivi.
    stammi bene, “persona che sa tante cose”
    io

  13. da michelangelo, 14 July 2007 alle 21:12

    Sinceramente anche io non capisco come la manutenzione di un sistema gnu/linux possa essere più cara o frequente di un sistema windows.
    Praticamente nella mia esperienza le (poche) macchine linux una volta configurate con java/flash player/mp3/driver video e impostate le varie condivisioni/stampanti di rete non hanno necessitato di nessun tipo di manutenzione.

  14. da raven, 14 July 2007 alle 21:35

    l’autore di questo articolo oltre ad essere un ignorante, ha fatto un articolo a senso unico senza spiegare per nulla tutto quello che c’è dietro ad una migrazione a Linux in un luogo come il parlamento.
    per non parlare che parla di un bottone “start” per nulla ovvio che esiste in linux ed è anche piu logico il menu in ambienti come KDE.
    questi sono gli articoli che andrebbero censurati per divulgazione di pure ignoranza.
    guarda mi fai pena.
    continua ad usare Windows Xp sempre se non sei gia passato a Windows Vista.

  15. da marco, 14 July 2007 alle 22:06

    Sul fatto che le licenze siano gia state pagate, non ribatto. Sul fatto che linux costi di piu in termini di manutenzione mi faccio due risate. Primo, se tutta la tua rete è fatta da computer windows è chiaro che se prendi un nuovo computer ci metti su windows(o sbaglio?) e quella licenza la devi pagare, secondo se metti su windows metti su anche office, altra licenza. Ora siccome windows eccelle in sicurezza devi comprare prodotti antivirus che non costano 2 lire. Quindi sicuramente butti via le licenze pagate ma non ne compri di nuove. Inoltre sul fatto che i nostri parlamentari sappiano usare il computer, non ci metto la mano sul fuoco, ma vuoi veramente farci credere che sarebbe meglio continuare a pagare fior fiori di milioni di euro a una ca220 di societa ridicola come la microshit solo perche devi spiegargli che devono usare thunderbird al posto di outlook. Guarda è grazie a persone che ragionano come te che l’informatica non cambierà mai in meglio ma continuera a peggiorare, quindi drm, Vista, e altre belle cose. Continua cosi!

  16. da elfodin, 14 July 2007 alle 22:17

    Immagino che, al di là del provvedimento, le vecchie licenze finirebbero in ogni caso a fare da “spessore per non far traballare le scrivanie”, La microsoft ha infatti rilasciato da un po windows vista e office2007, e quindi i prima o poi i sistemi operativi andavano aggiornati. Le cose cambierebbero se venissi a sapere che a Montecitorio avevano già acquistato vista e office2007 per tutte e 3500 le postazioni (poiché in quelle che non ancora la possedevano sarebbe andato benissimo linux). In caso contrario è un risparmio.

    In ogni caso, se proprio qualcuno voleva incassare soldi, si sarebbe potuta usare la scusa della “non compatibilità” (o semplicemente dichiarando qualche componente “obsoleto”) anche nel caso si fosse usato vista… è un problema relativo ad ogni modernizzazione. Questa fa risparmiare in licenze.

    Se poi pensi il passaggio potrebbe terrorizzare un povero vecchietto io ho letto che il passaggio è su richiesta. E comunque non mi sembra proibitivo (tra l’altro un politico dovrebbe essere abbastanza acuto, ma sorvoliamo) cliccare su una “tasto di start” un po diverso dal solito oppure avviare browser o client di posta elettronica con icona e barre leggermente diverse.

  17. da zoiba, 14 July 2007 alle 23:34

    bah … un giuliastro inutilmente polemico per due click in più. patetico.

  18. da Devid, 15 July 2007 alle 00:09

    Meglio pagare licenze ad una ditta Americana o la consulenza ad un tecnico Italiano che paga le tasse in Italia ?

    Non venitemi a dire che chi vende le scatole colorate di Vista fa crescere l’economia Italiana.

  19. da yemmi, 15 July 2007 alle 00:29

    no ma lol, i tecnici linux farebbero aggiornare hw per fare il passaggio, ma da dove escono fuori ste idee bah..
    ma finiamola di arrampicarci sugli specchi, e’ normale che un passaggio a linux nn e’ di certo gratuito, ma da qui a dire che e’ meglio rimanere su windows xke’ un passaggio a linux e’ costoso c’e’ solo da ridere…
    passare a vista + office 2007 + antivirus e baggianate varie + pagare le ore ai tecnici risulta moolto ma moolto piu’ costoso.

  20. da yemmi, 15 July 2007 alle 00:32

    ah dimenticavo anche che per passare a vista bisogna anche cambiare l’hw comrpando pc piu’ potenti

  21. da H_g, 15 July 2007 alle 00:38

    Ma quante cavole scrivi? documentati!

  22. da Heavymind, 15 July 2007 alle 02:58

    La manutenzione linux costa di più?
    E’ questo il vero FUD

    Pensate un attimo a tutti i vostri amici che hanno windows e a quante volte vi hanno chiamato per aiutarli a bonificare il pc infestato da trojan/worm/spyware/keylogger ecc..ecc..
    Ora trasferite questa situazione in un ambito PROFESSIONALE (come ad esempio è il Parlamento) dove la richiesta di sicurezza è in media più alta rispetto a quella di una normale utenza casalinga, ma con una differenza: l’utente medio casalingo c’ha sempre l’amichetto disponibile a sistemargli il pc mentre a livello professionale si chiamano le aziende per risolvere questi problemi.
    Ovviamente non c’è bisogno che vi dica che linux è *generalmente* più sicuro rispetto a windows in mano a un utente di medio basso-livello,quindi penso che potete tranquillamente trarre le vostre conclusioni su QUALE sistema costa meno mantenere

  23. da allanon, 15 July 2007 alle 06:36

    1) assistenza

    Ma in che senso l’assistenza sarebbe migliore sulle piattaforme microfost??

    mi pare che se compri da redhat, hai un assistenza ti tutto rispetto, anzi!
    anzi!

    Altra cosa, quale genere di manutenzione necessita una piattaforma gnu/linux correttamente installata e configurata per assolvere a quei precisi compiti??

    potrei capire sui computer che noi usiamo come desktop in cui vogliamo provare le ultimissime versioni di compiz, ma non stiamo parlando di questo vero?

    Inoltre, se devi installare lo stesso sistema su 200 computer,
    installi il primo, poi crei una immagine con mondorescue e la riproduci 199 volte, giusto?

    beh e’ cosi’, lo stimo facendo noi per conto di un cliente con N sedi..

    idem per la manutenzione, devi fare il lavoro 1 sola volta poi lo automatizzi e fai partire l’automatizzazione sulle altre sedi.

    Non puoi trattare un sistema windows allo stesso modo di uno gnu/linux, o mi sbaglio?

    2) costo licenze

    e’ vero che hai pagato le licenze una tantum, ma e’ anche vero che spesso i contratti non funzionano cosi’, anzi
    specie nelle PA sono contratti di fornitura per anni, quindi ad ogni tot di tempo e ad ogni rilascio nuova versione, paghi un altra tantum, e cosi via

    Quello che non risparmi e’ solo quello che gia’ hai pagato,
    sugli anni a venire si risparmia un casino.

    3) usabilita’

    ho recentemente piallato il vista di un amico, che se lo e’ visto appioppare visto che ha vinto sto portatile ad una lotteria di parrocchia.

    Per causa di forza maggiore dovuta alla mancanza di tempo ho avuto solo il tempo di fare una installazione di due ore in cui gli ho messo la grafica che voleva lui con gli effetti 3d che voleva lui (hehe, li ha visti dal mio portatile che modestamente non passa inosservato),
    e non ho avuto ancora tempo di informarlo di niente,
    proprio niente,
    quando avro’ tempo parleremo di filosofia gnu, e di come funziona una piattaforma di questo tipo,

    pero’ sta di fatto che questo ragazzo, che di suo non saprebbe (lo dico con tutto l’affetto di questo mondo eh) configurare neanche la rete di casa (con vista poi non ne parliamo, ha abbandonato dopo 4 giorni di utilizzo…bestemmiando),
    sta utilizzando una ubuntu feisty senza praticamente aver ricevuto nessuna informazione su come funziona e su come agisce,

    ad esempio quando si deve collegare alle varie reti(casa, ufficio, amici, ecc.) clicca sull’apposita iconcina che gli ho preparato (copiata dalle mie configurazione ovviamente: sempre per ribadire che il lavoro lo fai 1 volta sola)

    insomma sta usando una piattaforma linux senza aver mai messo mano ad una console e senza che ancora io abbia avuto il tempo di dirgli qualcosa in proposito..

    E sapete come sta andando??

    che, tornato al paese in questo week-end, ha parlato con un altro ragazzo e…
    l’ha convinto al passaggio…

    cioe si sta trovando cosi bene, che addirittura chi parla con lui si convince a cambiare!!!

    ———————
    Spero di aver reso l’idea di quello che volevo dire..

    Ciauzz

  24. da yemmi, 15 July 2007 alle 11:04

    hai praticamente detto tutto allanon :)

  25. da visik, 15 July 2007 alle 13:27

    “In secondo luogo e’ noto che la manutenzione di sistemi Linux sia piu’ costosa rispetto a quella di sistemi Windows. Questo per svariati motivi che non elenco”

    No No Elencali questi motivi perche’ sono proprio curioso.

    Flame a parte, questa affermazione mi sembra proprio buttata lì, sappiamo tutti che i pc windows hanno bisogno di manutenzione costante dovuta a come gli utonti “invaccano” i pc.
    Secondo me un utente in ambiente enterprise (come suppongo sia configurata la rete del parlamento) fa molti meno danni e ha bisogno di molto meno supporto su linux piuttosto che su windows

  26. da the_m, 15 July 2007 alle 14:07

    Mah..a parte sottoscrivere i commenti precedenti sull’ignoranza che trapela in vari punti post, mi soffermo su:

    “Questo significa che se gia’ sono state acquistate [licenze di win+office], come si presume visto che le macchine sono attualmente in uso, il grosso della spesa e’ gia’ stato fatto. Passare quindi a Linux significa buttare via le licenze pre-esistenti”

    Secondo te, se hanno deciso che era ora di fare un aggiornamento, quelle licenze servono ancora a qualcosa?
    Bene che vada, si tratterà di win2000+office 2000 (se non roba più vecchia).

    Se hanno deciso di passare ORA a sw open significa che ORA dovevano scegliere tra quello e sw closed da acquistare nuovo.. non è che uno si sveglia al mattino e dice “buttiamo via 3500 postazioni perfettamente funzionanti e aggiornate” senza motivo.

    Mi viene cmq il sospetto che riescano a risparmiare così tanto perchè forse non aggiornano l’hardware? (o cmq, lo aggiornano con hardware inferiore rispetto a quello richiesto dai nuovi sw microsoft?)

  27. da Luigi Cassolini, 16 July 2007 alle 00:27

    Non condivido affatto la tua idea.
    Microsoft è un’azienda privata straniera (e anche quotata in borsa), i sistemisti che interverranno sono italiani e pagano le tasse in Italia.
    Così facendo si crea un circolo virtuoso che genera posti di lavoro e liquidità e non stupidità.
    Certo che se fossimmo meno esteriofili e più italiofili ora andremmo meglio.
    Ma non credo che il tuo sito sia il più adatto per fare queste disquisizioni,
    Saluti.

  28. da TylerDurden78, 16 July 2007 alle 09:23

    >se gia’ sono state acquistate, come si presume
    >visto che le macchine sono attualmente in uso,
    >il grosso della spesa e’ gia’ stato fatto…

    Non è vero che il grosso è stato fatto:quelle licenze vanno ricomprate se cambi il computer o se vuoi aggiornare il software.Quindi il risparmio anche se non immediato ci sarà nel giro di poco tempo(1-2 anni)…sarebbe poco pratico passare gradualmente a linux scegliendolo solo nei nuovi pc.

    >e’ noto che la manutenzione di sistemi Linux
    >sia piu costosa rispetto a quella di sistemi Windows

    è noto??? e su quali basi.Ti posso assicurare che il costo di un’ora di assistenza è uguale che sia fatto su linux che su windows.Anzi aggiungi il fatto che linux ha bisogno di meno assistenza ed è molto pratico farla anche da remoto (molto migliore che con VNC o assistenza remota di windows)

    >sono curioso di quantificare la spesa dovuta al
    >supporto tecnico nei confronti di un utente non >abituato a premere il pulsantone “avvio” per
    >cercare un programma o l’icona di “outlook” per la posta elettronica.
    basta mettergli la stessa icona di outlook allora…non vedo molte differenze con evolution o thunderbird…e invece di premere ‘avvio’, dovrà premere sulla mano(o sulla ‘K’) non vedo tutte queste difficoltà in più rispetto a windows

  29. da /V, 16 July 2007 alle 10:29

    E’ gia’ stato deto che il passaggio a linux e’ un risparmio a medio-lungo termine, perche’ (spero) evitera’ di pagare le licenze di vista che immagino fossero prossime all’acquisto (perche’ VOGLIO CREDERE Che non abbiano progettato la migrazione DOPO aver acquisstato Vista).

    Mettetevi l’animo in pace. L’assistenza linux E’ ancora piu’ costosa, se non altro perche’ tutto il mondo e’ abituato a usare win (e quindi al telefono tende a starci di meno) e perche’ c’e’ una knowledge base piu’ ampia (cioe’ e’ piu’ probabile che il parlamentare 50 enne abbia un nipote 13enne che gioca a world of warcraft e che outlook glielo possa configurare senza che si telefoni all’assistenza. Piu’ difficile per linux).

    NONOSTANTE QUESTO dubito fortemente che il maggior costo d’assistenza influisca troppo rispetto ai risparmi che si avranno. Perche’ un parlamentare 60 enne e’ piu’ probabilme che scriva le cose su carta e si faccia gestire il ltutto da un portaborse strapagato/nipote/raccomandato che a sua volta paga qualcuno per gestirgli il computer , cost che non va a pesare (in quanto onnipresente) sul bilancio totale (nel senso che lo si sarebbe pagato sia che ci fosse stato su win che il pinguo, e quindi tanto vale farli lavorare). Per quello che riguarda server e macchine da lavoro (terminali della biblioteca e cosi’ via) c’e’ gente ben competente che provvedera’ ad addestrare il personale al lavoro (come succede in qualunque pubblica amministrazione), e non c’e’ da preoccuparsi.

  30. da blue, 16 July 2007 alle 10:43

    “In secondo luogo e’ noto che la manutenzione di sistemi Linux sia piu’ costosa rispetto a quella di sistemi Windows. Questo per svariati motivi che non elenco”

    Già.. certo, come no. E perché non ti sforzi di illuminarci sul perché mantenere un pc Linux sia più costoso? Sono curioso di sapere.

    “Questo significa che se gia’ sono state acquistate, come si presume visto che le macchine sono attualmente in uso, il grosso della spesa e’ gia’ stato fatto”

    Bravo. Peccato però che i pc ogni tanto si cambiano. E quando si cambiano si riacquista il software che c’era sopra. Vuoi per caso che i signori deputati si tengano un pc vecchio di 5-6 anni? Ma figurati. Pensa che riceveranno a spese dello stato un fantastico laptop nuovo.

    “Se e’ vero poi che l’eta’ media dei nostri Parlamentari si aggira attorno ai 50 / 55 anni, sono curioso di quantificare la spesa dovuta al supporto tecnico nei confronti di un utente non piu’ giovanissimo, abituato a premere il pulsantone “avvio” per cercare un programma o l’icona di “outlook” per la posta elettronica.”

    Io invece vorrei sapere quanto ci costa l’assistenza tecnica a persone abituate a fare avanti->avanti->avanti e cliccare su Ok qualunque merda si stia installando e qualunque errore compaia.

  31. da AndreaZ, 16 July 2007 alle 11:01

    volevo solo dire che come distro metteranno suse/novell/microsoft

  32. da giuliastro, 16 July 2007 alle 11:08

    Mi spiace che qualcuno di voi abbia preso questo post come una mancanza di rispetto nei confronti dell’open source. Io sono un felicissimo ed accanito utilizzatore di Linux.

    Ma qui si parla di costi, e secondo me e’ un errore pensare che il software libero garantisca uno strepitoso risparmio sui costi dell’IT solo perche e’ gratuito, la migrazione da Windows a Linux non e’ assolutamente una cosa indolore ne’ poco costosa. In generale ogni cambiamento implica delle spese, la speranza e’ che queste vengano in futuro bilanciate dal vantaggio di avere licenze a prezzo zero, ma non e’ cosi’ scontato come sembra.

    Qualcuno ha fatto notare che i sistemi attuali probabilmente dovevano essere sostituiti e che sia comunque meglio passare a Linux rispetto che a Vista. Questo e’ un ottimo punto, e potrebbe essere un’ottima scusa per migrare.
    Ho letto che la distribuzione candidata e’ SuSe - Novell. Di Novell si e’ parlato molto ultimamente per gli accordi presi con Microsoft, fatico a pensare che dietro tanta esperienza nel mondo del business per noi possano esserci solo risparmi.

  33. da Enrico, 17 July 2007 alle 10:28

    Non so se e’ il caso che, in linea di principio, uno stato affidi i propri dati e la propria sicurezza ad un software blindato sul quale non e’ possibile applicare patch qualora io ne scopra un bug. Questa scelta puo’ andare bene ad un utente, ad un’azienda, ma puo’ essere una scelta di stato?
    Il problema e’ talmente sentito che la Microsoft ha dovuto accettare che i singoli stati sbirciassero il suo sorgente. Ma resta il problema delle patch, ovvero se io o un utente X scopre una vulnerabilita’ *devo* attendere che la Microsoft rilasci una patch, non c’e’ scampo. E la Microsoft ha fatto passare anche mesi prima del rilascio di patch importanti. Con Linux alla peggio me la scrivo da me se proprio ne sento la necessita’.

    Altro punto e’ il risparmio che, sulla distanza, la migrazione a Linux ha sempre garantito, nel 100% dei casi.

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