Notizie May 2008



E’ uscita una nuova versione di CheckGmail, il noto tool Linux per controllare periodicamente la presenza di nuove email su account Gmail.

In questa nuova versione sono stati corretti alcuni problemi di funzionamento con Compiz / Beryl e resi cliccabili gli URI per archiviare, segnare come spam, archiviare le email.

Vi rimando al link del programma per il changelog.

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Per la serie “facciamo tutto da linea di comando” vi dico che e’ possibile accedere alla posta di gmail avendo a disposizione soltanto una shell testuale. Tutto cio’ utilizzando Elinks, disponibile a questo indirizzo oppure molto probabilmente gia’ presente nei repository della vostra distribuzione preferita.

Elinks con Gmail

Io uso Ubuntu e per scaricarlo ed installarlo mi e’ bastato digitare:

apt-get install elinks

Non ha dipendenze, si installa in pochi secondi. Elinks e’ un browser internet completo che funziona da linea di comando (simile al piu’ popolare Lynx, con il quale pero’ non sono riuscito ad ottenere gli stessi risultati), e dal funzionamento molto semplice. Si esegue con l’indirizzo della pagina web da visitare come argomento, in questo modo:

elinks gmail.com

E si naviga utilizzando esclusivamente la tastiera.
Digitando Esc e’ anche possibile aprire una serie di menu che ricordano quelli di un comune browser come Firefox, attraverso i quali possiamo rivedere la storia della navigazione, gestire molteplici opzioni e addirittura aprire piu’ tab.

Mai piu’ senza il web, quindi. Neppure quando manca l’interfaccia grafica.

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Meglio Gimp? Oppure Photoshop? L’eterno dilemma.
Personalmente mi trovo meglio con il secondo, benche’ Gimp sia un maestoso progetto open source, completamente gratuito, con enormi potenzialita’.

Navigando per la rete pero’ ho trovato qualcosa che mi ha dato da meditare.. Ecco i risultati che si possono ottenere con un’applicazione molto semplice come Microsoft Paint, tanta pazienza e una sovrannaturale dote artistica:

Da ora in poi niente piu’ Gimp ne’ Photoshop. Io uso MS Paint. :)

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Alzi la mano chi ancora non conosce avant-window-navigator, il noto dock in stile OSX per Linux. Ebbene a quanto pare negli ultimi giorni sono state inserite delle patch che permettono di rendere AWN ancora piu’ simile al dock di Lepoard, grazie all’aggiunta dei riflessi e ad un effetto prospettiva / 3d.

AWN

Per assaporare queste nuove prelibatezze basta installare il pacchetto avant-window-navigator-svn dal repository Ubuntu di Reacocard e ritoccare qualche valore con il gconf-editor, in particolare:

/apps/avant-window-navigator/bar/bar_angle

/apps/avant-window-navigator/bar/icon_offset

/apps/avant-window-navigator/bar/bar_height

Io uso i valori 40 per il bar_angle, 15 per icon_offset e 38 per bar_height.

Tutto cio’ dovrebbe funzionare anche con la versione di AWN installata dai repository di Treviño, ma nel momento in cui scrivo la versione di Reacocard e’ un po’ piu’ recente ed ha qualche fix in piu’.

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Sa circolando in questi giorni la notizia, (qui ripresa da Repubblica) secondo cui il Parlamento Italiano sarebbe in procinto di far migrare tutti (3500 circa) i propri pc/server/notebook a Linux. L’articolo di Repubblica parla di un risparmio annuo stimato in ben 3 milioni di euro, quindi circa 850 euro a computer.
E’ chiaro che a sentir parlare di cifre simili venga spontaneo inneggiare al software libero, ma non e’ tutto oro cio’ che luccica:

Intanto si parla di migrazione. I 3500 computer infatti gia’ esistono, sono gia’ stati acquistati con regolare (si spera) licenza di Windows e Office. Le licenze di questi prodotti di Microsoft si pagano una tantum, quindi non annualmente (a meno di costose quanto spesso inutili politiche di software assuring). Questo significa che se gia’ sono state acquistate, come si presume visto che le macchine sono attualmente in uso, il grosso della spesa e’ gia’ stato fatto. Passare quindi a Linux significa buttare via le licenze pre-esistenti (perlomeno quelle di Windows) oltre che spendere tempo e soldi per eseguire il passaggio di migrazione verso i nuovi sistemi.

In secondo luogo e’ noto che la manutenzione di sistemi Linux sia piu’ costosa rispetto a quella di sistemi Windows. Questo per svariati motivi che non elenco, accenno solo al fatto che spesso il supporto dato ai software open source non e’ comparabile con quello ottenuto da analoghi prodotti commerciali. Se e’ vero poi che l’eta’ media dei nostri Parlamentari si aggira attorno ai 50 / 55 anni, sono curioso di quantificare la spesa dovuta al supporto tecnico nei confronti di un utente non piu’ giovanissimo, abituato a premere il pulsantone “avvio” per cercare un programma o l’icona di “outlook” per la posta elettronica. Ora il nostro caro parlamentare medio 55enne non solo non trovera’ piu’ avvio e outlook, ma necessitera’ di supporto persino per riuscire ad entrare sul proprio computer.

Per concludere, se il nostro Parlamento decide di abbandonare Windows e Office (pagati fior fior di quattrini) per installare e mantenere Linux sui propri computer, non risparmia di sicuro 3 milioni di euro l’anno. Perde infatti la stessa cifra in licenze gia’ pagate che cestina, perde altri soldi soltanto per eseguire fisicamente tutta la migrazione, ne perde altri per insegnare ai propri utenti come utilizzare i nuovi programmi e ne perde ancora per eseguire la manutenzione periodica.
Ma di sicuro acquista popolarita’ e sostenitori.

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