Web 2.0?

Pubblicato da Mic in Opinioni, Web

Web 2.0Il termine Web 2.0 è a volte usato in maniera dispregiativa, poiché viene considerato una inutile buzzword, pensata solo per vendere quello che si vendeva anche prima della crisi della new economy del 2000, cioè poche idee e molto confuse, ma in cambio di tanti soldi.
Può anche servire per identificare quell’impressionante numero di applicazioni web, più o meno utili, ma tutte molto di moda, che fanno pesante uso della tecnologia Ajax, con grafica generalmente semplice e molto curata.
Può descrivere l’impellente necessità dell’utente medio di apporre tag su ogni cosa, di commentare ogni cosa, ma soprattuto di creare i così detti social networks.
Che siano immagini, video, o link, non importa, l’importante è condividere, condividere e condividere.

Confesso che fino a non molto tempo fa anche io la pensavo proprio così.
Mi infastidiva il fatto che tutti i web-guru (ma poi cos’è un web-guru?) si riempissero la bocca di questi termini molto alla moda, che spesso si riducevano solo a molto fumo e poca sostanza, o che nascessero come funghi startup dedite a lanciare la loro nuova super applicazione Web 2.0 (ovviamente negli USA, lancia una startup in Italia, basata su una nuova tecnologia, e vediamo).

Ultimamente, invece, si sta facendo strada un nuovo concetto di Web 2.0, che esula dalla tecnologia impiegata, o dalla nuova bellissima applicazione web che tutti devono usare, ma si focalizza sull’impatto sociale dello stravolgimento della direzione del flusso informativo, che è sempre stato a senso unico: dalle poche fonti verso la grande massa.
Certo, gli strumenti sono importanti, senza l’usabilità a cui si è arrivati oggi, non si sarebbe potuta avere l’esplosione di contenuti a cui stiamo assistendo.
Ora non è raro che nei giornali citino come fonti i blog di più o meno comuni utenti, oppure che sia citata la “reazione” che si ha in rete ad un fatto accaduto.

Qui sotto ho inserito un video creato da Michael Wesch, docente della Kansas State University, in cui si dà una spiegazione di cosa sia, secondo lui, il Web 2.0.
Il video dura poco più di 4 minuti e devo dire che coglie veramente nel segno.

Immagine anteprima YouTube

Questo non toglie che Web 2.0 sia spesso usata come una inutile buzzword.
Non si può però rimanere impassibili ed ignorare la connotazione sociale che prende sempre più peso nello scambio e nella condivisione multidirezionale delle informazioni.

Mic


Tag: , , , .



Sono presenti 3 commenti all'articolo “Web 2.0?”

  1. da FudForum: un forum… moderato. : Simply Engineering, 8 febbraio 2007 alle 12:37

    [...] Devo dire la verita’, a prima vista ero un po’ perplesso, abituato a gironzolare tra le luccicanti e colorate applicazioni tipiche del web 2.0 mi sono scontrato sulla crudezza della grafica di questo sito un po’ vecchio stile, ma [...]

  2. da Flavio, 30 aprile 2007 alle 09:55

    Il problema è perché definirlo 2.0 quando la tecnologia per realizzare questa partecipazione sociale c’è sempre stata. TBL e gli altri creatori del Web l’avevano già pensata quando il Web non era nemmeno 1.0.

  3. da Mic, 30 aprile 2007 alle 14:25

    Alla fine è un nome come un altro. Comunque ritengo si riferisca appunto al modo di utilizzare la tecnologia, non alla tecnologia stessa.
    Il punto centrale è la direzione di immissione dei contenuti, che è sempre più multidirezionale e non più monodirezionale da un grande centro alla periferia (come la televisione, per capirci). Ogni nodo della periferia può ritrovarsi ad essere il centro di diffusione se quello che ha da dire o mostrare attira e merita l’attenzione degli altri.

Scrivi un commento