Approfittando del tempo libero di questi ultimi giorni festivi, ho finalmente deciso di effettuare l’upgrade del Samsung Q1 Ultra portandolo quindi a 2GB di RAM.

Il processo è stato piuttosto rapido e indolore, mi è bastato acquistare una SO-DIMM da 2GB a 200 contatti (prezzo circa 50 €) e smontare l’apparecchio seguendo passo-passo questo video di Hugo Ortega:

I miglioramenti con Windows Vista sono apprezzabili, anche se onestamente mi aspettavo qualcosa di più. Sono comunque riuscito a notare un aumento delle performance durante l’avvio e lo spegnimento del Q1, e nell’utilizzo generale del sistema, anche se i tempi di ibernazione e standby sono aumentati con l’aumentare della RAM. Le prestazioni sotto Linux invece sono rimaste invariate: Ubuntu funziona già molto bene con 1 GB di RAM e in generale non ha grandi problemi di memoria.

Consiglierei l’upgrade? Tutto sommato forse no. Windows Vista ha diversi problemi e non sono certo i 2GB di memoria a risolverli. Inoltre il disco fisso del Q1 non è dei più veloci e forse punterei di più sulla sostituzione dello stesso con un SSD, anche se l’operazione è sicuramente più costosa.

Miglioreranno le performance con Windows 7? A giudicare dalle prime prove sembra di no, ma sono parecchio curioso di confrontare i vari sistemi operativi non appena sarà disponibile una versione ufficiale e definitiva del prossimo sistema operativo di Microsoft.

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Una pratica molto comune nei siti così detti “web 2.0” è l’eseguire una chiamata Ajax, facendo poi l’eval del codice ottenuto in risposta, così da aggiornare la pagina senza cenessità di ricaricarla completamente.

In un caso particolare, se il codice contiene il comando document.write, l’unico risultato che si avrà sarà quello di riscrivere tutta la pagina con il testo contenuto nella funzione write.

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ZicZac è un social network che punta sulla valorizzazione di articoli e news grazie ai commenti, ai voti e all’interazione da parte della community. Utilizzare al meglio questo servizio può contribuire a veicolare traffico verso il proprio sito, creare discussioni / buzz su argomenti proposti, aumentare la visibilità dei propri contenuti digitali nonché rafforzare la propria network-identity. Ecco quindi 7 trucchi per utilizzarlo al meglio:

  • Usare un abstract / primo commento. Su ZicZac è possibile inserire un piccolo riassunto o un commento iniziale che descriva la propria segnalazione. Benché non sia obbligatorio farlo, gli algoritmi del sito evidenziano in maniera automatica gli abstract delle notizie potenzialmente più interessanti del momento. Fornire quindi una breve descrizione di un articolo oltre ad aumentarne la visibilità permette di semplificare l’avvio di un conseguente flusso di commenti e discussioni.
  • Commentare (e votare) le notizie altrui. La visibilità, come in ogni social network che si rispetti, è tutto. Il modo migliore per incrementare la propria visibilità è quello di commentare le notizie altrui, far conoscere sé stessi e le proprie opinioni. Il sistema di commenti di ZicZac permette di far questo in maniera semplice e rapida. E’ importante sottolineare che la partecipazione attiva al sito influisce su valori di “comunità” che contribuiscono, indirettamente, ad incrementare la popolarità di un utente e dei suoi contenuti.
  • Utilizzare titoli accattivanti e il più possibile descrittivi. Incredibile a dirsi ma su ZicZac si trovano anche notizie del tipo: “Macchine - Altro | miosito.com”. Inutile dirlo, queste segnalazioni non vengono lette da nessuno, finiscono in fretta nei meandri “dimenticati” del sito e il dominio “miosito.com” viene subito marchiato come “spam” dagli utenti della community. Altro consiglio correlato: se possibile evitare di inserire il nome del sito nel titolo, per il motivo appena descritto.
  • Evitare i voti dati a caso. Non tutti forse sanno che lo Zic è il voto positivo e lo Zac è negativo. Usarli a caso solo per far comparire il proprio nick su tutti i pannelli è una pratica che non raccomando. Questo comportamento è controproducente per due motivi: agli algoritmi di ZicZac non piacciono gli spammer e agire in questo modo spinge il sistema a penalizzare l’utente diminuendone il peso delle azioni e la visibilità. Inoltre gli utenti di ZicZac non sono stupidi: riconoscono gli spammer e si abituano ad ignorarli anche quando, ahimè, pubblicano contenuti potenzialmente interessanti.
  • Utilizzare gli extra. Bottoni, pulsanti, link al profilo e alle notizie, relativi commenti e discussioni su ZicZac contribuiscono a spingere i lettori di un sito a continuare ad approfondirne i contenuti esternamente ad esso, aumentandone quindi la popolarità.
  • Segnalare solo i contenuti più interessanti. E’ inutile inserire spam, e articoli-spazzatura sperando che qualcuno li legga o li voti: non succederà. Meglio quindi selezionare e inviare a ZicZac solo le cose più interessanti ed evitare quindi di essere scambiati dal sistema (e dagli altri utenti) per spammer.
  • Condividere, condividere, condividere!. Utilizzando i feed si possono condividere notizie (la stellina), i propri Zic, Zac, commenti e tanto altro. Linkando questi feed su servizi come friendfeed, facebook o twitter si ottiene il risultato di propagandare i propri contenuti in maniera semplice ed automatica.

Questi sono solo alcuni consigli e trucchi che mi sento di suggerire. Fatemi avere i vostri utilizzando i commenti!

2 Commenti
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Chi ama Linux conosce Tux, il pinguino-mascotte che accompagna quasi tutte avventure del sistema operativo Open Source più famoso dell’universo.

Tux vestito come Indiana Jones

A questo indirizzo è possibile trovare una splendida raccolta di immagini che lo ritraggono nelle vesti di Rambo, Homer Simpson, Indiana Jones, Pocahontas e molto altro ancora.

Un trasformista. Chi l’avrebbe mai detto.

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Dovendo traslocare e trasferendomi finalmente in una zona coperta direttamente anche da operatori telefonici alternativi a Telecom, ho deciso, superando il blocco psicologico di abbandonare la brutta strada vecchia per la nuova, di provare un operatore diverso, anche se, come dice il proverbio “si sa quel che si lascia, ma non quel che si trova“. Continua »

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